ATTENZIONE: La canzone è contenuta nelle linee ( _ ) ECCOTI _Eccoti sai ti stavo proprio aspettando ero qui ti aspettavo da tanto tempo_ Finalmente ti ho ritrovato! Non hai idea di quanto ti abbia aspettato. Dodicimila anni… Per dodicimila lunghi anni la mia anima ha cercato ininterrottamente la tua. Lo so bene. Lo sento dentro di me. Sento la disperazione della ricerca. La rabbia di quando fallivo. La gioia, infine, del ritrovamento. _tanto che stavo per andarmene e invece ho fatto bene_ Sai, ad un certo punto stavo anche per rinunciare. Per rinunciare a te. Volevo dimenticarti. Volevo smettere di soffrire. Inutile dire che non ci sono riuscita. Per quanti sforzi io abbia fatto, non ce l’ho fatta. Non ti potrò mai scordare. Non è nel mio destino. Il mio destino, è quello di amarti per sempre a quanto pare. Ringrazio il cielo che sia così. Ringrazio il cielo per non averti dimenticato. Perché finalmente ora ti ho ritrovato. E la mia anima canta di gioia. _Sei il primo mio pensiero che al mattino mi sveglia l’ultimo desiderio che la notte mi culla sei la ragione più profonda di ogni mio gesto la storia più incredibile che conosco_ Sei il primo pensiero che mi prende quando mi alzo la mattina, e l’ultimo desiderio che richiamo alla mente prima che il sonno mi avvolga con le sue calde coperte. Sei l’unica ragione per cui respiro, parlo, penso. Sei lo scopo ultimo che mi permette di continuare a vivere. Sei la persona più importante e incredibile che abbia mai conosciuto. L’unica che mi fa sussultare di gioia col gesto più insignificante. L’unica che permette al mio cuore di battere. Per dodicimila anni la mia anima ti ha cercato. Per altri dodicimila anni voglio tenerti accanto a me. _Eccoti come un uragano di vita e sei qui non so come tu sia riuscita prendermi dal mio sonno scuotermi e riattivarmi il cuore_ E dopo averti cercato così a lungo, ora sei qui con me. Sei entrato nella mia vita come un uragano, e l’hai completamente sconvolta. Mi hai fatto notare cose che prima mi erano nascoste. Mi hai fatto scoprire nuovi posti e persone. Mi hai fatto liberare dalla gabbia dorata in cui mio fratello mi stava imprigionando. Mi hai fatto aprire gli occhi. Mi hai fatta innamorare di te… E ancora non capisco come tu ci sia riuscito. Come tu abbia fatto a svegliarmi dal sonno in cui ero caduta. Come tu abbia fatto a liberare la mia mente da tutte le sciocchezza di cui era ingombra. Come tu abbia fatto a farmi battere di nuovo il cuore. Come dodicimila anni fa. Come quando ti incontrai la prima volta. _Sei il primo mio pensiero che al mattino mi sveglia l’ultimo desiderio che la notte mi culla sei la ragione più profonda di ogni mio gesto la storia più incredibile che conosco_ Sei il primo pensiero che mi prende quando mi alzo la mattina, e l’ultimo desiderio che richiamo alla mente prima che il sonno mi avvolga con le sue calde coperte. Sei l’unica ragione per cui respiro, parlo, penso. Sei lo scopo ultimo che mi permette di continuare a vivere. Sei la persona più importante e incredibile che abbia mai conosciuto. L’unica che mi fa sussultare di gioia col gesto più insignificante. L’unica che permette al mio cuore di battere. Per dodicimila anni la mia anima ti ha cercato. Per altri dodicimila anni voglio tenerti accanto a me. _Eccoti anche ora che non sei in casa Tu sei qui mi parla di te ogni cosa gli oggetti sembrano trasmettermi l’amore nello scegliermi_ Sento la tua presenza accanto a me anche ora. Ma tu non ci sei. Sei lontano di nuovo, nella foresta. A volte, mi chiedo perché ti allontani per cacciare: qui hai tutto quello che ti può servire. Poi, capisco: così puoi sentirti libero. Così, puoi accarezzare quel senso di indipendenza che è parte integrante di te. Quell’indipendenza che ti contraddistingue da tutti gli altri. Quell’indipendenza che ti fa essere sempre e comunque te stesso… Quell’Apollo di cui mi sono innamorata. Allora, improvvisamente, ho paura. E se quell’indipendenza che io amo tanto in te ti portasse lontano? Ti portasse lontano dalla Deava? Lontano dagli amici? Lontano da me? Non credo potrei sopportarlo di nuovo… _Eccoti finalmente sei arrivata E sei qui non sai quanto mi sei mancata Speravo tu esistessi però non immaginavo tanto_ Ma poi, eccoti di nuovo. Ritorni a casa. Ritorni da me. E il cuore mi scoppia dalla felicità. I dubbi si dissipano trasportati dal vento. Ti corro incontro, ti abbraccio. Vorrei non lasciarti più andare via. Dodicimila anni ci anno separati. Dodicimila anni in cui ho sperato d’incontrarti di nuovo. Dodicimila anni in cui ho pregato che tu esistessi ancora. Ringrazio il cielo ogni giorno per aver esaudito i miei desideri. Ringrazio perché tu esisti e ora sei qui, accanto a me. È più di quello che ho sempre sognato. _Sei il primo mio pensiero Che al mattino mi sveglia L’ultimo desiderio Che la notte mi culla Sei la ragione più profonda di ogni mio gesto La storia più incredibile Che conosco_ Sei il primo pensiero che mi prende quando mi alzo la mattina, e l’ultimo desiderio che richiamo alla mente prima che il sonno mi avvolga con le sue calde coperte. Sei l’unica ragione per cui respiro, parlo, penso. Sei lo scopo ultimo che mi permette di continuare a vivere. Sei la persona più importante e incredibile che abbia mai conosciuto. L’unica che mi fa sussultare di gioia col gesto più insignificante. L’unica che permette al mio cuore di battere. Per dodicimila anni la mia anima ti ha cercato. Per altri dodicimila anni voglio tenerti accanto a me. “Per dodicimila anni e anche oltre principessa fessa. Nessuno potrà mai separarci. Non il tempo. Non la distanza. Nemmeno la morte. Perché il nostro amore non conosce fine.” Hallo! Cosa ne pesate della song-fic? So che non è niente di speciale, ma vi piace almeno un po’? Ovviamente è stata ispirata da “Eccoti” degli 883 (o di Max Pezzali, come preferite)… Ringrazio chi ha commentato la mia song-fic precedente (“Essere in te”) sempre su Apollo&Silvia! Grazie per il sostegno (in particolare ad Ysi, che mi segue sempre e comunque!)! E ora… Commentate! Baci8 Nihal88 : 3 | |||||
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